Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Ištar
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwcgIštar (mwcwin accadico 𒀭𒀹𒁯, dIš-tarcite-ref-1[1]), adattato anche in mweaIshtar, è la mweqdea mwegmesopotamica dell'mwewamore, della fertilità, dell'mwfaerotismo e anche della mwfqguerra. Inizialmente divinità distinta derivata dall'mwfgantica religione semitica, è stata sincretizzata con l'omologa dea mwfwsumera mwgaInanna durante il regno di mwgqSargon. Grazie a quest'ultimo divenne una delle dee più venerate del pantheon mesopotamico.

I principali centri del suo culto erano mwgwUruk, mwhaAssur, mwhqBabilonia, mwhgNinive. A lei era dedicata una delle otto porte di mwhwBabilonia. Essa aveva contemporaneamente l'aspetto di dea benefica (mwiaamore, pietà, mwiqvegetazione, maternità) e di dea terrificante (mwigguerra e tempeste).

Ištar è rilevante anche nella cultura di massa moderna, apparendo in opere come mwjaIshtar and Izdubar.

Contents

Nome
Epiteti
Culto
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Nome

Etimologia

Gli storici hanno ipotizzato che mwkqInanna e Ištar fossero inizialmente due divinità distinte,cite-ref-0-2-0[2]cite-ref-2-3-0[3]cite-ref-3-4-0[4]cite-ref-42-5-0[5] ma furono unite in un'unica dea durante il regno di mwogSargon di Akkad; i nomi diventarono essenzialmente intercambiabili.cite-ref-0-2-1[2]cite-ref-2-3-1[3]cite-ref-3-4-1[4]cite-ref-42-5-1[5] Il nome "Ištar" è apparso come nome proprio sia prima che dopo il regno di Sargon in Accadia, Assiria e Babilonia.cite-ref-7-6-0[6] È di origine mwtwsemitica e probabilmente è etimologicamente correlato al nome del dio mwuaAttar, menzionato in inscrizioni successive a mwuqUgarit e in Arabia meridionale.cite-ref-7-6-1[6]cite-ref-7[7] La stella del mattino potrebbe essere stata inizialmente un dio maschile della guerra, mentre la stella della sera una dea femminile dell'amore.cite-ref-7-6-2[6] Tra gli accadi, assiri e babilonesi, il nome del dio maschile alla fine soppiantò quello della controparte femminile, tuttavia, a causa del sincretismo con Inanna, la dea rimase di genere femminile.cite-ref-4-8-0[8]

Epiteti

I suoi appellativi sono: "Argentea", "Donatrice di Semi", quindi governava anche la fertilità e il raccolto. In un'epoca successiva divenne anche la protettrice delle prostitute e dell'amore sessuale. Era la dea delle tempeste, dei sogni e dei presagi e distribuiva agli uomini potere e conoscenza. Un altro epiteto è la "Signora della Luce Risplendente".

Origine e sviluppo

Ištar deriva dalla dea mwawmwba'Aṯtartu dell'mwbqantica religione semitica. Alfonso Archi, un archeologo che ha scavato a mwbgEbla, ha ipotizzato che Ištar fosse originariamente una dea venerata nella valle dell'mwbwEufrate, facendo notare l'associazione tra lei e il pioppo del deserto, attestata nei più antichi testi di Ebla e mwcaMari. Ha considerato lei, il dio della Luna (mwcqSin) e il dio del sole (mwcgŠamaš/mwcwShapash) le uniche divinità condivise tra i popoli semitici della mwdaMesopotamia e quelli dell'antica mwdqSiria.cite-ref-9[9]

Durante l'mwewImpero di Akkad (c. 2334–2154 a.C.), mwfaInanna e Ištar furono sincretizzate e divennero un'unica dea.cite-ref-2-3-2[3]cite-ref-43-10-0[10] La poetessa accadica mwhqEnḫeduanna, figlia di Sargon, scrisse numerosi inni per Inanna, identificandola con Ištar.cite-ref-2-3-3[3]cite-ref-11[11] Grazie a lei, la popolarità del culto della dea salì alle stelle.cite-ref-0-2-2[2]cite-ref-2-3-4[3]cite-ref-3-4-2[4]

Culto

Inizialmente il suo culto era abbastanza limitato, associata soprattutto alla città di mwnaAgade.cite-ref-13-12-0[12] Il culto di Ištar e il sincretismo tra lei e Inanna venne incoraggiato da Sargon e i suoi successoricite-ref-13-12-1[12] e così divenne velocemente una delle dee più venerate del pantheon mesopotamico.cite-ref-2-3-5[3] Un inno di quel periodo ha definito Ištar come la "Inanna di Ulmaš" assieme a Inanna di Uruk e Inanna di Zabala.cite-ref-13-12-2[12] Nelle inscrizioni di Sargon, mwrqNarām-Sîn e mwrgShar-kali-sharri, Ištar è una delle dee più invocate.cite-ref-13[13] Nell'mwswetà paleo-babilonese i suoi centri di culto principali erano Uruk, Zabala, Agade e Ilip.cite-ref-14[14] Il suo culto venne introdotto anche a Kish.cite-ref-15[15]

Nei periodi successi, nel mentre che il suo culto a Uruk continuava a crescere,cite-ref-14-16-0[16] Ištar veniva venerava anche in Assiria, specialmente nelle città di mwwqNinive, mwwgAssur e mwwwArbela.cite-ref-15-17-0[17] Durante il regno di mwyaAssurbanipal, Ištar divenne la più importante e la più venerata dea del pantheon assiro, superando persino il dio nazionale mwyqAssur.cite-ref-14-16-1[16] Oggetti votivi trovati nel suo principale tempio assiro hanno indicato che fosse popolare soprattutto tra le donne.cite-ref-18[18]

Le persone che praticavano la mw0wnon conformità di genere erano fortemente coinvolti nel culto di Inanna.cite-ref-19[19] I mw2akurgarrū e gli mw2qassinnu erano seguaci di Ištar che si mw2gtravestivano da donne e danzavano nei templi della dea.cite-ref-16-20-0[20] Diversi proverbi accadici sembrano suggerire che questi seguaci potrebbero aver avuto inclinazioni omosessuali.cite-ref-16-20-1[20] Gwendolyn Leick, un'antropologa conosciuta per le sue opere sulla Mesopotamia, ha paragonato questi individui agli mw4whijra indiani.cite-ref-21[21] In un inno accadico viene affermato che Ištar poteva trasformare "uomini in donne".cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]

Per molto tempo si è pensato che il culto di Ištar fosse collegato alla mw9qprostituzione sacra,cite-ref-152-24-0[24]cite-ref-25[25]cite-ref-26[26]cite-ref-18-27-0[27] ma questa teoria è stata smentita.cite-ref-28[28]cite-ref-19-29-0[29]cite-ref-20-30-0[30]cite-ref-21-31-0[31] Le mwaryierodule, conosciute come mwarcištaritum, lavoravano nei templi della dea,cite-ref-18-27-1[27] ma è non chiaro se eseguivano veramente sesso anale,cite-ref-20-30-1[30] e diversi storici moderni hanno rifiutato tale ipotesi.cite-ref-19-29-1[29]cite-ref-21-31-1[31] Le donne dell'antico Medio Oriente veneravano Ištar offrendole torte cotte nella cenere, conosciute come mwasgkamān tumri.cite-ref-50-32-0[32] Un inno accadico ha descritto questo rituale.cite-ref-23-33-0[33] Diversi stampi in argilla per torte ritrovati a Mari hanno la forma di donne nude con ampi fianchi che si stringono il seno.cite-ref-23-33-1[33] Alcuni storici hanno ipotizzato che le torte cotte con questi stampi dovevano rappresentare la stessa Ištar.cite-ref-51-34-0[34] mwatkGeremia, profeta biblico, ha condannato le donne giudaiche che venerano la "Regina dei cieli", un sincretismo di Ištar e mwatoAsherah, offrendole torte fatte a sua immagine e versandole libazioni, come si legge in mwatsGeremia 7:17-19cite-ref-35[35] e mwauaGeremia 44:16-26cite-ref-36[36]. mwauuEzechiele ha una visione di una donna che piange Tammuz, il marito di Ištar, in mwauyEzechiele 8:14cite-ref-37[37].

Diffusione in Egitto

Il culto di Ištar si diffuse anche in Egitto durante la mwau0XVIII dinastia. Secondo la tradizione il culto potrebbe essere stato importato in Egitto da mwau4Amenofi III con la richiesta fatta a mwau8Tushratta, re di mwavaMitanni, di poter avere la statua della dea conservata a mwaveNinive allo scopo di curare una malattia del sovrano egizio.

Iconografia

Ištar ha ripreso diversi simboli già associati a Inanna, come per esempio la mwavustella a otto punte.cite-ref-38[38] La stella a otto punte era inizialmente usata per identificare generalmente i cieli,cite-ref-26-39-0[39] ma, dall'età paleo-babilonese (c. 1830–1531 a.C.), veniva usata per identificare unicamente Venere, il pianeta di Ištar.cite-ref-26-39-1[39] Più o meno dallo stesso periodo, la stella di Ištar veniva racchiusa da un cerchio.cite-ref-25-40-0[40] Durante il mwawyperiodo neo-assiro (c. 911–609 a.C.) la rosetta potrebbe aver superato di importanza la stella a otto punte ed essere diventato il simbolo principale della dea.cite-ref-41[41] Il tempo di Ištar ad Assur è decorato con numerose rosette.cite-ref-27-42-0[42]

I due animali principali associati alla dea erano i leoni e le colombe. I primi erano simbolo di potenzacite-ref-28-43-0[43] e nelle raffigurazioni Ištar era spesso vestita con una possente armatura e circondata da leoni.cite-ref-44[44] Statuette di piombo che raffigurano colombe, datate al mwaxgXIII secolo a.C., sono state rinvenute nel tempio di Ištar di Assurcite-ref-31-45-0[45] e un affresco, trovato nel tempio di Ištar di Mari, raffigura una gigantesca colomba che emerge da una palma,cite-ref-30-46-0[46] indicando che si pensava che la dea potesse prendere le sembianze dell'uccello.cite-ref-30-46-1[46]

Come Inanna, Ištar era associata anche al pianeta mwayyVenere, chiamato in onore della sua mwaycequivalente romana.cite-ref-22-47-0[47]cite-ref-48[48]

Rapporti con altre divinità

Il fratello gemello di Ištar è mwaziŠamaš, il dio del mwazmSole e della giustizia.cite-ref-3-4-3[4]cite-ref-49[49]cite-ref-50[50] Nel mito della sua discesa negli Inferi, Inanna ha chiamato mwaaaEreškigal, la regina del mwaaeKur, "sorella maggiore",cite-ref-51[51]cite-ref-40-52-0[52] ma le due dee non sono quasi mai apparse assieme negli altri testi sumericite-ref-40-52-1[52] e non sono messe nella stessa categoria nella lista delle divinità.cite-ref-38-53-0[53]cite-ref-54[54] In alcune fonti neo-assire, Ištar è associata col dio mwabyAdad; il rapporto è simile a quello della dea Šauška e suo fratello mwabgTeshub della mitologia urrita.cite-ref-55[55]

Più comunemente è la figlia di mwab8Sin, dio della mwacaLuna.cite-ref-56[56]cite-ref-41-57-0[57] Nonostante alcuni storici hanno affermato che, a Uruk, Inanna veniva solitamente riferita come la figlia del dio del cielo, mwackAn,cite-ref-0-2-3[2]cite-ref-422-58-0[58]cite-ref-59[59] è possibile che i riferimenti come "suo padre" volessero far intendere che fosse un suo antenato da parte di Nanna.cite-ref-412-60-0[60]

Sincretismo con altre divinità

Oltre a Inanna, la figura di Ištar si trova connessa con molte altre divinità del mwaeeVicino Oriente antico come mwaeiAnath, Anutit, mwaeqAruru, Asdar, Belit, Innimi, Kiliti, Mash, mwaeoMeni, mwaesNanâ, mwaewNinhursag, mwae0Ninlil Nintud e mwae8Tanit. Da questo fatto deriva anche la grande quantità di simboli diversi associati alla dea.

Alcuni esempi specifici di sincretismo sono:

• mwafmAstart: nelle città di Mari ed Ebla, le forme semitiche orientali e occidentali del nome, rispettivamente Ištar e Aštart, erano intercambiabili.cite-ref-61[61] Tuttavia la dea occidentale mancava l'aspetto astrale della Ištar mesopotamica.cite-ref-62[62] La lista di divinità e testi rituali di mwafwUgarit hanno equiparato Aštart con Ištar e Išḫara.cite-ref-63[63]
• Išḫara: a causa dell'associazione con Ištar,cite-ref-64[64] la dea siriana Išḫara è stata spesso chiamata la "dea dell'amore", come la dea mesopotamica e Nanaya.cite-ref-47-65-0[65]cite-ref-48-66-0[66] Tuttavia, nel contesto urrita-ittita, Išḫara era associata con la dea degli inferi Allani e veniva venerata anche come dea delle promesse.cite-ref-48-66-1[66]cite-ref-67[67]
• Ninsianna: divinità di Venere con genere ambiguo.cite-ref-68[68] Ninsianna è stato riferito come maschio dal re mwah4Rim-Sin e in alcune tavolette da Sippar, Ur e Girsu, e come "Ištar delle stelle" nelle liste di divinità e testi astronomici, i quali applicavano al dio gli epiteti di Ištar nel ruolo di personificazione di Venere.cite-ref-69[69] In altre città Ninsianna veniva riferita come femmina, in quel caso il nome significa la "regina rossa dei cieli".cite-ref-49-70-0[70]
• Pinikir: originariamente una dea di Elam, è stata poi venerata anche in Mesopotamia e tra gli urriti e gli ittiti come equivalente di Ištar, visto che avevano pressoché le stesse funzioni. Specificatamente era stata identificata nel suo aspetto astrale nelle liste di divinità.cite-ref-71[71] In un rituale ittita è stata identificata proprio col cuneiforme mwai0mwai4dIštar (mwai8in accadico mwaja𒀭𒀹𒁯), con la sua famiglia composta da Šamaš, Suen e Ningal; anche Enki e la mwajesukkal di Inanna sono stati invocati.cite-ref-72[72] A Elam veniva venerata come la dea dell'amore, del sessocite-ref-73[73] e come la "Signora del cielo".cite-ref-74[74] A causa del sincretismo con Ištar e Ninsianna, Pinikir veniva riferita sia come dio che come dea nelle fonti urrite-ittite.cite-ref-75[75]
• Šauška: il suo nome spesso veniva scritto come mwakqmwakudIštar (mwakyin accadico mwakc𒀭𒀹𒁯) nelle fonti urrite e ittite, mentre in Mesopotamia come "Ištar di mwakgSubartu".cite-ref-76[76] Alcuni suoi elementi peculiari erano associati con l'ipostasi assira di Ištar, "Ištar di Nineveh", nei periodi successivi.cite-ref-77[77] Le sue ancelle, Ninatta e Kulitta, sono state aggiunte alla corte di Ištar del tempio di Assur.cite-ref-78[78]cite-ref-79[79]

Nei periodi successivi, il nome di Ištar veniva usato a Babilonia come termine generico per identificare una dea, mentre il cuneiforme di Inanna era usato per scrivere il titolo mwalsBēltu, portando ad altri sincretismi.cite-ref-80[80] Un esempio in accadico trovato ad mwamaElam recita "Manzât-Ištar", che in quel contesto significa "la dea Manzât".cite-ref-81[81]

Ištar nella mitologia

Ištar ha ripreso diversi miti di Inanna e per questo alcune nozioni sono in contrasto tra loro. Sono state trovate anche numerose poesie e lettere dedicate a le, tra cui una lettera neo-assira pseudepigrafa del mwamkVII secolo a.C., il cui autore si è firmato come Sargon di Akkad, che descrive come Ištar sia apparsa "circondata da una nuvola di colombe" a Sargon, mentre lavorava come giardiniere per Akki, e lo ha proclamato come suo legittimo sposo.cite-ref-82[82]

La morte di Tammuz è anche descritta nell'opera mwam8mwanaDiscesa di Ištar negli Inferi, dove la dea, dopo essere discesa nell'oltretomba ed essere stata giudicata e giustiziata, rinasce scambiando il proprio corpo con quello dello sposo Tammuz. Dopo la morte di Tammuz tutte le donne, compresa la dea, assumono lo stato di lutto che dura un mese, detto appunto il mese di Tammuz. Alcune caratteristiche di questo rituale di lutto, quali per esempio il fondamentale digiuno mensile, sono state trasmesse alle cerimonie mwanereligiose islamiche. Durante la sua discesa negli inferi la terra si arresta e nulla può essere creato.

Epopea di Gilgameš

Nell'mwanwEpopea di Gilgameš, Ištar appare al protagonista e il suo compagno mwan0Enkidu dopo che hanno sconfitto mwan4Ḫumbaba, chiedendo Gilgameš come sposo.cite-ref-83-83-0[83] L'eroe rifiuta la proposta, rinfacciandole che nessun uomo è rimasto vivo fino all'indomani mattina, dopo avere giaciuto con lei nella notte.cite-ref-83-83-1[83] Infuriata della risposta, Ištar va in paradiso e dice a suo padre Anu dell'insulto.cite-ref-83-83-2[83] Anu le chiede perché si sta lamentando con lui invece che confrontare direttamente Gilgameš.cite-ref-83-83-3[83] A quel punto Ištar esige che Anu le dia il mwao8toro celeste, altrimenti "sfonderà le porte dell'Inferno e spaccherà i dardi; ci sarà confusione tra le persone, tra quelli 'di sopra' e quelle provenienti dalla profondità più basse. Farà sorgere i morti perché mangino cibo come i vivi; queste schiere saranno più numerose dei viventi".cite-ref-84[84] Anu le consegna il toro e Ištar lo manda contro l'eroe e il suo compagno.cite-ref-85[85]cite-ref-85-86-0[86] Gilgameš ed Enkidu uccidono il toro e offrono il suo cuore a Šamaš.cite-ref-85-86-1[86]cite-ref-86-87-0[87] Nel mentre che il duo si riposa, Ištar appare sopra le mura di Uruk e maledice Gilgameš.cite-ref-86-87-1[87]cite-ref-87-88-0[88] Enkidu strappa la coscia del toro e la lancia in faccia alla dea,cite-ref-86-87-2[87]cite-ref-87-88-1[88] dicendo: "Se potessi metterti le mani addosso, è questo che dovrei farti e sviscerarti".cite-ref-89[89] Ištar gli chiama "cortigiane e prostitute" e gli ordina di piangere la morte del toro,cite-ref-86-87-3[87]cite-ref-87-88-2[88] invece Gilgameš organizza un banchetto per festeggiare la sua sconfitta.cite-ref-87-88-3[88]cite-ref-90[90]

Influenza culturale

Il culto di Ištar ha influenzato numerose divinità successive come: mwassAfrodite,cite-ref-52-91-0[91]cite-ref-502-92-0[92] mwatqAtena,cite-ref-93[93] mwatkAl-'Uzzā,cite-ref-94[94] mwat4Allatcite-ref-95[95] e probabilmente anche mwaumDali.cite-ref-96[96] Stando alla critica letteraria mwaugMarina Warner, alcuni elementi sono stati assimilati anche nel culto della mwaukVergine Maria.cite-ref-97[97]

Nella cultura di massa moderna

Alexander Hislop, un sacerdote protestante, ha sostenuto in un opuscolo anticattolico del 1853, chiamato mwavwmwav0Le due Babilonie, che il cattolicesimo romano non era altro che il paganesimo babilonese e ha affermato che la parola inglese per la mwav4Pasqua, mwav8Easter, derivasse da Ištar, vista la somiglianza fonetica.cite-ref-99[99] I ricercatori moderni hanno respinto la teoria di Hislop, visto che si basava su una comprensione errata dell'etimologia e della religione babilonese.cite-ref-65-100-0[100]cite-ref-101[101]cite-ref-66-102-0[102] Ciononostante il libro di Hislop è diventato popolare tra gli evangelici protestanticite-ref-65-100-1[100] e un virale mwaxqmeme di Internet.cite-ref-66-102-1[102]

Ištar è apparsa in mwaxoIshtar and Izdubar, un romanzo del 1884 scritto da Leonidas Le Cenci Hamilton, avvocato e imprenditore statunitense, basandosi su una contemporanea traduzione dell'mwaxsEpopea di Gilgameš.cite-ref-103[103] mwayaIshtar and Izdubar ha espanso gli, allora, 3.000 versi in 6.000 rime baciate divisi in quarantotto canti.cite-ref-64-104-0[104] Hamilton ha alterato significativamente la maggior parte del personaggi e ha introdotto nuovi episodi non presenti nell'originale epopea.cite-ref-64-104-1[104] Influenzati soprattutto dalla mwaykmwayoRubʿayyāt di mwaysEdward FitzGerald e mwaywThe Light of Asia di Edwin Arnold,cite-ref-64-104-2[104] i personaggi di Hamilton si vestono più come i turchi del diciannovesimo secolo che i babilonesi.cite-ref-67-105-0[105] Nel romanzo, Izdubar (una traduzione precedente di Gilgameš) si innamora di Ištar, ma successivamente lei tenta di sedurlo, portando Izdubar a rifiutarla.cite-ref-106[106] Diverse "colonne" del libro sono dedicate alla mwazoDiscesa di Inanna agli Inferi.cite-ref-67-105-1[105] Alla fine del racconto, Izdubar, ora un dio, si riconcilia con Ištar in paradiso.cite-ref-107[107] Nel 1887 il compositore francese mwa0mVincent d'Indy scrisse la sinfonia mwa0qIštar, op. 42, ispirata dai monumenti assiri del mwa0uBritish Museum.cite-ref-68-108-0[108]

Altre apparizioni di Ištar nella cultura di massa moderna sono:

• Ishtar è una dea apparsa in alcuni spin-off del franchise di mwa00mwa04Fate.
• Il suo nome ha ispirato quello di mwa1aIshizu Ishtar e mwa1eMarik Ishtar, quest'ultimo e uno dei principali antagonisti dell'anime e manga di mwa1iYu-Gi-Oh!.

Note

cite-note-11. mwa1k(mwa1omwa1sEN) Yağmur Heffron, mwa1wmwa10Inana / Ištar (goddess), su mwa14Ancient Mesopotamian Gods and Goddesses, 2016. mwa18URL consultato il 2 marzo 2026 mwa2a(archiviato dall'mwa2eurl originale il 14 gennaio 2025).
cite-note-0-22. mwa2smwa2wBlack e Green 1992,mwa20 p. 108.
cite-note-2-33. mwa3smwa3wLeick 1998,mwa30 p. 87.
cite-note-3-44. mwa4cmwa4gWolkstein e Kramer 1985.
cite-note-42-55. mwa44mwa48Collins 1994,mwa5a pp. 110–111.
cite-note-7-66. mwa5gmwa5kCollins 1994,mwa5o p. 110.
cite-note-77. mwa54mwa58Leick 1998,mwa6a p. 96.
cite-note-4-88. mwa6qmwa6uCollins 1994,mwa6y pp. 110–111.
cite-note-99. mwa6o(mwa6smwa6wEN) Alfonso Archi, mwa60mwa64The Gods of Ebla, in mwa68Annual Report NINO and NIT 2010, 2011. mwa7aURL consultato il 2 marzo 2026.
cite-note-43-1010. mwa7qmwa7uCollins 1994,mwa7y pp. 110–111.
cite-note-1111. mwa7omwa7sCollins 1994,mwa7w p. 111.
cite-note-13-1212. mwa8qmwa8uAsher-Greve e Westenholz 2013,mwa8y p. 62.
cite-note-1313. mwa8omwa8sAsher-Greve e Westenholz 2013,mwa8w p. 172.
cite-note-1414. mwa9amwa9eAsher-Greve e Westenholz 2013,mwa9i p. 79.
cite-note-1515. mwa9ymwa9cAsher-Greve e Westenholz 2013,mwa9g p. 21.
cite-note-14-1616. mwa94mwa98Black e Green 1992,mwa-a p. 99.
cite-note-15-1717. mwa-q(mwa-umwa-yEN) Felix Guirand, mwa-cAssyro-Babylonian mythology, in mwa-gNew Larousse Encyclopedia of Mythology, 1968, p.mwa-k 58.
cite-note-1818. mwa-0mwa-4Asher-Greve e Westenholz 2013,mwa-8 p. 20.
cite-note-1919. mwa-mmwa-qLeick 2013,mwa-u pp. 157–158.
cite-note-16-2020. mwa-smwa-wRoscoe e Murray 1997,mwa-0 pp. 65–66.
cite-note-2121. mwbaemwbaiLeick 2013,mwbam pp. 158–163.
cite-note-2222. mwbacmwbagRoscoe e Murray 1997,mwbak p. 66.
cite-note-2323. mwba0mwba4Brandão 2019,mwba8 p. 63.
cite-note-152-2424. mwbbm(mwbbqmwbbuEN) Felix Guirand, mwbbyAssyro-Babylonian mythology, in mwbbcNew Larousse Encyclopedia of Mythology, 1968, p.mwbbg 58.
cite-note-2525. mwbbwmwbb0Day 2004,mwbb4 pp. 15–17
cite-note-2626. mwbcimwbcmNemet-Nejat 1998,mwbcq p. 193.
cite-note-18-2727. mwbcomwbcsMarcovich 1996,mwbcw p. 49
cite-note-2828. mwbdamwbdePryke 2017,mwbdi p. 61.
cite-note-19-2929. mwbdg(mwbdkmwbdoEN) Julia Assante, mwbdsFrom whores to Hierodules: The historiographic invention of Mesopotamian female sex professionals, in mwbdwAncient Art and Its Historiography, Cambridge, Cambridge University Press, pp.mwbd0 13–47.
cite-note-20-3030. mwbemmwbeqDay 2004,mwbeu pp. 2–21.
cite-note-21-3131. mwbes(mwbewmwbe0EN) R. Sweet, mwbe4A New Look at the 'Sacred Marriage' in Ancient Mesopotamia, in mwbe8Corolla Torontonensis: Studies in Honour of Ronald Morton Smith, Toronto, TSAR Publications, 1994, pp.mwbfa 85–104.
cite-note-50-3232. mwbfqmwbfuAckerman 2006,mwbfy pp. 116–117.
cite-note-23-3333. mwbfwmwbf0Ackerman 2006,mwbf4 p. 115.
cite-note-51-3434. mwbgimwbgmAckerman 2006,mwbgq pp. 115–116.
cite-note-3535. mwbggmwbgkmwbgoGeremia 7:17-19, su mwbgsLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-3636. mwbg8mwbhamwbheGeremia 44:16-26, su mwbhiLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-3737. mwbhymwbhcmwbhgEz 8:14, su mwbhkLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-3838. mwbh0mwbh4Black e Green 1992,mwbh8 pp. 156, 169–170.
cite-note-26-3939. mwbiumwbiyBlack e Green 1992,mwbic pp. 169–170.
cite-note-25-4040. mwbismwbiwBlack e Green 1992,mwbi0 p. 170.
cite-note-4141. mwbjemwbjiBlack e Green 1992,mwbjm pp. 156–157.
cite-note-27-4242. mwbjcmwbjgBlack e Green 1992,mwbjk p. 156.
cite-note-28-4343. mwbj0mwbj4Black e Green 1992,mwbj8 p. 118.
cite-note-4444. mwbkmmwbkqBlack e Green 1992,mwbku p. 119.
cite-note-31-4545. mwbkk(mwbkomwbksEN) G. Johannes Botterweck e Helmer Ringgren, mwbkwmwbk0Theological Dictionary of the Old Testament, VI, Grand Rapids, Wm. B. Eerdmans Publishing Co, 1990, p.mwbk4 35, mwbk8ISBNmwbla 978-0-8028-2330-4. mwbliURL consultato il 3 marzo 2026.
cite-note-30-4646. mwblg(mwblkmwbloEN) Sian Lewis e Lloyd Llewellyn-Jones, mwblsmwblwThe Culture of Animals in Antiquity: A sourcebook with commentaries, New York, Routledge, 2018, p.mwbl0 335, mwbl4ISBNmwbl8 978-1-315-20160-3. mwbmeURL consultato il 3 marzo 2026.
cite-note-22-4747. mwbmumwbmyBlack e Green 1992,mwbmc pp. 108–109.
cite-note-4848. mwbmsmwbmwNemet-Nejat 1998,mwbm0 p. 203.
cite-note-4949. mwbnemwbniBlack e Green 1992,mwbnm pp. 108, 182.
cite-note-5050. mwbncmwbngPryke 2017,mwbnk p. 36.
cite-note-5151. mwbn0mwbn4Black e Green 1992,mwbn8 p. 77.
cite-note-40-5252. mwboumwboyPryke 2017,mwboc p. 108.
cite-note-38-5353. mwbosmwbowWiggermann 1997,mwbo0 p. 42.
cite-note-5454. mwbpemwbpiWiggermann 1997,mwbpm pp. 47–48.
cite-note-5555. mwbpc(mwbpgmwbpkEN) Daniel Schwemer, mwbpomwbpsThe Storm-Gods of the Ancient Near East: Summary, Synthesis, Recent Studies Part I, in mwbpwJournal of Ancient Near Eastern Religions, vol.mwbp0 7, n.mwbp4 2, Brill, p.mwbp8 157, mwbqaDOI:mwbqe10.1163/156921207783876404, mwbqiISSNmwbqm 1569-2116.
cite-note-5656. mwbq4mwbq8Asher-Greve e Westenholz 2013,mwbra p. 230.
cite-note-41-5757. mwbrq(mwbrumwbryDE) Claus Wilcke, mwbrcmwbrgInanna / Ištar A. Mesopotamien. Philologisch, in mwbrkReallexikon der Assyriologie, 1980, p.mwbro 80. mwbrsURL consultato il 3 marzo 2026.
cite-note-422-5858. mwbr8mwbsaLeick 1998,mwbse p. 88.
cite-note-5959. mwbsumwbsyBrandão 2019,mwbsc pp. 47, 74.
cite-note-412-6060. mwbss(mwbswmwbs0DE) Claus Wilcke, mwbs4mwbs8Inanna / Ištar A. Mesopotamien. Philologisch, in mwbtaReallexikon der Assyriologie, 1980, p.mwbte 80. mwbtiURL consultato il 3 marzo 2026.
cite-note-6161. mwbtymwbtcSmith 2014,mwbtg p. 35.
cite-note-6262. mwbtwmwbt0Smith 2014,mwbt4 p. 36.
cite-note-6363. mwbuimwbumSmith 2014,mwbuq pp. 39, 74–75.
cite-note-6464. mwbugmwbukAsher-Greve e Westenholz 2013,mwbuo p. 134.
cite-note-47-6565. mwbu4(mwbu8mwbvaDE) Frans A. M. Wiggermann, mwbvemwbviSexualität A. In Mesopotamien, in mwbvmReallexikon der Assyriologie, 2010, p.mwbvq 417. mwbvuURL consultato il 3 marzo 2026.
cite-note-48-6666. mwbvs(mwbvwmwbv0EN) Leyla Murat, mwbv4mwbv8Goddess Išhara, in mwbwaAnkara Üniversitesi Dil ve Tarih-Coğrafya Fakültesi Tarih Bölümü Tarih Araştırmaları Dergisi, vol.mwbwe 45, p.mwbwi 176. mwbwmURL consultato il 4 marzo 2026.
cite-note-6767. mwbwc(mwbwgmwbwkEN) Pitor Taracha, mwbwoReligions of Second Millennium Anatolia, Harrassowitz, 2009, pp.mwbws 124, 128, mwbwwISBNmwbw0 978-3447058858.
cite-note-6868. mwbximwbxmAsher-Greve e Westenholz 2013,mwbxq pp. 92–93.
cite-note-6969. mwbxg(mwbxkmwbxoDE) Wolfgang Heimpel, mwbxsmwbxwNinsiana, in mwbx0Reallexikon der Assyriologie, 1998, p.mwbx4 487–488. mwbx8URL consultato il 4 marzo 2026.
cite-note-49-7070. mwbymmwbyqAsher-Greve e Westenholz 2013,mwbyu p. 86.
cite-note-7171. mwbykmwbyoBeckman 1999,mwbys p. 27.
cite-note-7272. mwby8mwbzaBeckman 2002,mwbze pp. 37–39.
cite-note-7373. mwbzu(mwbzymwbzcEN) Kamyar Abdi, mwbzgmwbzkElamo-Hittitica I: An Elamite Goddess in Hittite Court, in mwbzoDabir (Digital Archive of Brief Notes & Iran Review), n.mwbzs 3, Irvine, Jordan Center for Persian Studies, p.mwbzw 10. mwbz0URL consultato il 4 marzo 2026.
cite-note-7474. mwbae(mwbaimwbamEN) Wouter F. M. Henkelman, mwbaqThe Other Gods Who Are: Studies in Elamite-Iranian acculturation based on the Persepolis fortification texts, Leiden, Nederlands Instituut voor het Nabije Oosten, 2008, p.mwbau 266, mwbayISBNmwbac 978-90-6258-414-7.
cite-note-7575. mwbawmwba0Beckman 2002,mwba4 pp. 25–27.
cite-note-7676. mwbbimwbbmBeckman 1998,mwbbq pp. 1–3.
cite-note-7777. mwbbgmwbbkBeckman 1998,mwbbo pp. 7–8.
cite-note-7878. mwbb4(mwbb8mwbcaDE) Gabriella Frantz-Szabó, mwbcemwbciKulitta, Ninatta und, in mwbcmReallexikon der Assyriologie, 1983, p.mwbcq 304. mwbcuURL consultato il 4 marzo 2026.
cite-note-7979. mwbck(mwbcomwbcsEN) Gernot Wilhelm, mwbcwThe Hurrians, Warminster, Aris & Phillips, 1989, p.mwbc0 52, mwbc4ISBNmwbc8 978-0-85668-442-5, mwbdeOCLCmwbdi mwbdm21036268.
cite-note-8080. mwbdcmwbdgAsher-Greve e Westenholz 2013,mwbdk pp. 110–111.
cite-note-8181. mwbd0(mwbd4mwbd8EN) Daniel T. Potts, mwbeamwbeeAppendix 2: Catalogue of Elamite sources, in mwbeiFrom the Foundations to the Crenellations: Essays on temple building in the Ancient Near East and Hebrew Bible, Münster, Ugarit-Verlag, 2010, mwbemISBNmwbeq 978-3-86835-031-9, mwbeyOCLCmwbec mwbeg618338811. mwbekURL consultato il 4 marzo 2026.
cite-note-8282. mwbe0mwbe4Westenholz 1997,mwbe8 pp. 33–49.
cite-note-83-8383. mwbfkmwbfoDalley 1989,mwbfs p. 80.
cite-note-8484. mwbf8mwbgaGeorge 1999,mwbge p. 87.
cite-note-8585. mwbgumwbgyDalley 1989,mwbgc pp. 81–82.
cite-note-85-8686. mwbg0mwbg4Fontenrose 1980,mwbg8 pp. 168–169.
cite-note-86-8787. mwbhkmwbhoDalley 1989,mwbhs p. 82.
cite-note-87-8888. mwbiumwbiyFontenrose 1980,mwbic p. 169.
cite-note-8989. mwbismwbiwGeorge 1999,mwbi0 p. 88.
cite-note-9090. mwbjemwbjiDalley 1989,mwbjm pp. 82–83.
cite-note-52-9191. mwbjcmwbjgPryke 2017,mwbjk p. 193.
cite-note-502-9292. mwbj0mwbj4Ackerman 2006,mwbj8 pp. 116–117.
cite-note-9393. mwbkmmwbkqPenglase 1994,mwbku p. 235.
cite-note-9494. mwbkk(mwbkomwbksEN) John Healey, mwbkwThe religion of the Nabataeans: a conspectus, Leiden, Brill, 2001, pp.mwbk0 114–119, mwbk4ISBNmwbk8 90-04-10754-1, mwbleOCLCmwbli mwblm43185847.
cite-note-9595. mwblc(mwblgmwblkEN) Ahmad Al-Jallad, mwblomwblsOn the origins of the god Ruḍaw and some remarks on the pre-Islamic North Arabian pantheon, in mwblwJournal of the Royal Asiatic Society, vol.mwbl0 31, n.mwbl4 3, Cambridge University Press, 2021, pp.mwbl8 569–571, mwbmaDOI:mwbme10.1017/s1356186321000043, mwbmiISSNmwbmm 1356-1863.
cite-note-9696. mwbm4mwbm8Tuite 2004,mwbna pp. 16–18.
cite-note-9797. mwbnqmwbnuWarner 2016,mwbny pp. 210–212.
cite-note-642-981. mwbnomwbnsZiolkowski 2012,mwbnw p. 21.
cite-note-9999. mwboa(mwboemwboiEN) Alexander Hislop, mwbomThe Two Babylons: The papal worship proved to be the worship of Nimrod and his wife, 3ª edizione, S.W. Partridge, 1903 mwboq[1853], p.mwbou 103.
cite-note-65-100100. mwbos(mwbowmwbo0EN) Lester L. Grabbe, mwbo4mwbo8Can a "History of Israel" be written?, in mwbpaThe Library of Hebrew Bible / Old Testament Studies, vol.mwbpe 245, Sheffield, Sheffield Academic Press, 1997, p.mwbpi 28, mwbpmISBNmwbpq 978-0-567-04320-7. mwbpyURL consultato il 5 marzo 2026.
cite-note-101101. mwbpo(mwbpsmwbpwEN) Peter Lancaster, mwbp0mwbp4Megaliths, Myths and Men: An Introduction to Astro-Archaeology, New York, Dover Publications, 1976, p.mwbp8 268, mwbqaISBNmwbqe 978-0-8008-5187-3. mwbqmURL consultato il 5 marzo 2026.
cite-note-66-102102. mwbqk(mwbqomwbqsEN) Krystal D'Costa, mwbqwmwbq0Beyond Ishtar: The Tradition of Eggs at Easter, su mwbq4Scientific American, 31 marzo 2013. mwbq8URL consultato il 5 marzo 2026 mwbra(mwbrearchiviato il 7 aprile 2024).
cite-note-103103. mwbrumwbryZiolkowski 2012,mwbrc pp. 20–21.
cite-note-64-104104. mwbr8mwbsaZiolkowski 2012,mwbse p. 21.
cite-note-67-105105. mwbscmwbsgZiolkowski 2012,mwbsk pp. 22–23.
cite-note-106106. mwbs0mwbs4Ziolkowski 2012,mwbs8 p. 22.
cite-note-107107. mwbtmmwbtqZiolkowski 2012,mwbtu p. 23.
cite-note-68-108108. mwbtkmwbtoPryke 2017,mwbts p. 196.

Bibliografia

• citerefackerman-2006(EN) Susan Ackerman, Gender and Difference in Ancient Israel, a cura di Peggy Lynne Day, Minneapolis, Fortress Press, 2006 [1989], ISBN 978-0-8006-2393-7. URL consultato il 3 marzo 2026.
• citerefasher-greve-e-westenholz-2013(EN) Julia M. Asher-Greve e Joan Goodnick Westenholz, Goddesses in Context: On divine powers, roles, relationships, and gender in Mesopotamian textual and visual sources (PDF), 2013, ISBN 978-3-7278-1738-0. URL consultato il 2 marzo 2026.
• citerefblack-e-green-1992(EN) Jeremy A. Black e Anthony Green, Gods, Demons and Symbols of Ancient Mesopotamia, British Museum Press, 1992, ISBN 978-0-7141-1705-8. URL consultato il 2 marzo 2026.
• citerefbeckman-1999(EN) Gary Beckman, The goddess Pirinkir and her ritual from Ḫattuša (CTH 644), in Ktèma: Civilisations de l'Orient, de la Grèce et de Rome antiques, vol. 24, n. 1, PERSEE Program, 1999, DOI:10.3406/ktema.1999.2206, ISSN 0221-5896.
• citerefbeckman-2002(EN) Gary Beckman, Babyloniaca hethitica: The "babilili-ritual" from Bogazköy (CTH 718), in Recent Developments in Hittite Archaeology and History, Penn State University Press, 2002, DOI:10.5325/j.ctv1bxh36t.6.
• citerefbrand-o-2019(PT) Jacyntho Lins Brandão, Ao Kurnugu, Terra sem Retorno, Curitiba, Kotter Editorial, 2019, ISBN 978-65-80103-41-6.
• citerefcollins-1994(EN) Paul Collins, The Sumerian goddess Inanna (3400–2200 BCE), in Papers from the Institute of Archaeology, vol. 5, 1994, DOI:10.5334/pia.57.
• citerefdalley-1989(EN) Stephanie Dalley, Myths from Mesopotamia: Creation, the flood, Gilgamesh, and others, Oxford, Oxford University Press, 1989, ISBN 978-0-19-283589-5. URL consultato il 6 marzo 2026.
• citerefday-2004(EN) John Day, Does the Old Testament refer to sacred prostitution, and did it actual exist in ancient Israel?, in Biblical and Near Eastern Essays: Studies in Honour of Kevin J. Cathcart, Cromwell Press, 2004, ISBN 978-0-8264-6690-7.
• Krupp, Edwin C. - mwbugEchoes of the Ancient Skies: The Astronomy of Lost Civilizations - mwbukOxford University Press - mwbuoUSA 1994 - ISBN 0-19-508801-8
• citerefleick-1998(EN) Gwendolyn Leick, A Dictionary of Ancient Near Eastern Mythology, New York, Routledge, 1998 [1991], ISBN 978-0-415-19811-0. URL consultato il 2 marzo 2026.
• citerefleick-2013(EN) Gwendolyn Leick, Sex and Eroticism in Mesopotamian Literature, New York, Routledge, 2013 [1994], ISBN 978-1-134-92074-7. URL consultato il 2 marzo 2026.
• citerefmarcovich-1996(EN) Miroslav Marcovich, From Ishtar to Aphrodite, in Journal of Aesthetic Education, vol. 39, n. 2, DOI:10.2307/3333191.
• Mercadante, Anthony S. - mwbvaDizionario universale dei miti e delle leggende - mwbveNewton & Compton Editori, mwbviRoma mwbvm2002 - ISBN 88-8289-491-6
• citerefpenglase-1994(EN) Charles Penglase, Greek Myths and Mesopotamia: Parallels and influence in the Homeric hymns and Hesiod, New York, Routledge, 1994, ISBN 978-0-415-15706-3. URL consultato il 3 marzo 2026.
• citerefpryke-2017(EN) Louise M. Pryke, Ishtar, Routledge, 2017, ISBN 978-1-138-86073-5. URL consultato il 2 marzo 2026.
• citerefnemet-nejat-1998(EN) Karen Rhea Nemet-Nejat, Daily Life in Ancient Mesopotamia, 1998, ISBN 978-0-313-29497-6. URL consultato il 2 marzo 2026.
• citerefroscoe-e-murray-1997(EN) Will Roscoe e Stephen O. Murray, Islamic Homosexualities: Culture, History, and Literature, New York, New York University Press, 1997, ISBN 978-0-8147-7467-0. URL consultato il 2 marzo 2026.
• citerefsmith-2014(EN) Mark S. Smith, Athtart in late Bronze Age Syrian texts, in Transformation of a Goddess: Ishtar – Astarte – Aphrodite, Fribourg Göttingen, Academic Press Vandenhoeck & Ruprecht, 2014, ISBN 978-3-7278-1748-9, OCLC 881612038. URL consultato il 4 marzo 2026.
• Tosi, Mario - mwbvsDizionario enciclopedico delle divinità dell'antico Egitto - Ananke, mwbvwTorino 2004 - ISBN 88-7325-064-5
• citereftuite-2004(EN) Kevin Tuite, The meaning of dæl: Symbolic and spatial associations of the south Caucasian goddess of game animals (PDF), in Linguaculture: Studies in the interpenetration of language and culture. Essays to Honor Paul Friedrich, Montreal, University of Montreal, 20 febbraio 2004. URL consultato il 5 marzo 2026 (archiviato il 16 marzo 2016).
• citerefwestenholz-1997(EN) Joan Goodnick Westenholz, Legends of the Kings of Akkade: The texts, Eisenbrauns, 1997, ISBN 978-0-931464-85-0. URL consultato il 3 marzo 2026.
• citerefwarner-2016(EN) Marina Warner, Alone of All Her Sex: The myth and cult of the Virgin Mary, Oxford, Oxford University Press, 2016 [1976], ISBN 978-0-19-963994-6. URL consultato il 4 marzo 2026.
• citerefwiggermann-1997(EN) Frans A.M. Wiggermann, Transtigridian snake gods, in Sumerian Gods and their Representations, 1997, ISBN 978-90-56-93005-9. URL consultato il 3 marzo 2026.
• citerefwolkstein-e-kramer-1985Diane Wolkstein e Samuel Noah Kramer, Il mito sumero della vita e dell'immortalità. I poemi della dea Inanna [Inanna, Queen of Heaven and Earth: Her stories and hymns from Sumer], traduzione di Franco Marano, Milano, Jaca Book, 1985 [1983], p. 182, ISBN 978-8816401501, OCLC 797154950.
• citerefziolkowski-2012(EN) Theodere Ziolkowski, Gilgamesh among Us: Modern encounters with the ancient epic, Ithaca, Cornell University Press, 2012, ISBN 978-0-8014-5035-8. URL consultato il 5 marzo 2026.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni di o su Ištar
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ištar

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Ishtar, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Ištar, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.